Drammatica la situazione in Turchia (fortunatamente per il momento solo dal punto di vista economico). Infatti, l’inflazione ad agosto vola al 17,9%, il tutto fa quindi prevedere una forte stretta sui tassi di interessi.
Per tutti coloro che si occupano di export e, per tutte le aziende che hanno puntato su un mercato così importante come quello turco la notizia della svalutazione della Lira Turca è veramente disastrosa.
Si pensi che da inizio anno la moneta Turca si è salutata di ben il 42%.
Ma cosa significa per le aziende esportatrici ?
Senza voler avere la presunzione di fornire lezioni di macroeconomia, in termini commerciali tutto ciò significa che la moneta turca rispetto a tutte le altre monete e, quindi anche rispetto all’euro vale molto meno. In altre parole, per i nostri clienti Turchi i prodotti provenienti dall’UE sono molto più costosi; quindi è come se le aziende europee avessero aumentato i propri prezzi di vendita. Naturalmente, tale effetto è simile per tutte le operazioni in Euro, tuttavia è innegabile che le aziende Turche subiscano una forte riduzione del proprio potere di acquisto sull’estero.
A tale effetto si aggiunga che, dal punto di vista interno la svalutazione monetaria ha comportato un aumento del tasso di inflazione che provocherà una forte riduzione dei consumi interni e, di conseguenza minori profitti per le aziende anche dal mercato nazionale.
L’altro effetto non del tutto secondario è quello di una riduzione degli investimenti, in quanto l’operazione di contrasto della svalutazione monetaria, che verrà portata avanti dalla Banca Centrale, provocherà un rialzo dei tassi di interesse, che renderà quindi il prestito di fondi finanziari molto più oneroso per le aziende in Turchia.
Visto lo scenario si prevede quindi che la situazione non si risolva nel brevissimo periodo. Per ora si spera che la crisi monetaria non diventi anche bancaria. Pertanto, si consiglia prudenza nei progetti che hanno come mercato obiettivo la Turchia, specialmente per Investimenti Diretti Esteri in loco.